Le magnifiche rovine : fotografie del Real Convento Domenicano a Soriano Calabro

Le magnifiche rovine-fotografie del Real Convento Domenicano a Soriano Calabro

[Autore] Piermarini, Salvatore
scritti di  Bartone Francesco e Teti Vito

dove si trova:

http://www.sbn.it/

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Valle dei mulini

Interessante e caratteristico il sentiero dei mulini di Sorianello, comune attaccato a Soriano Calabro.Il sentiero si snoda lungo un torrente, nei pressi di una collina.Gli elementi architettonici presenti su questo sito sono esempi di archeologia industriale e oggi è ancora visibile la struttura di canalizzazione dell’acqua e la ruota in legno azionante la struttura della camera molitoria posta all’interno dell’edificio del Mulino.

Il comune di Sorianello ha allestito un originale parco con i mulini a vento, denominato proprio“Valle dei Mulini”. Una delle attività produttive principali in questa area della provinciadi Vibo Valentia, tra il Monte Poro e le Serre Vibonesi, è proprio l’agricoltura e la lavorazione dei cereali.Valle_dei_mulini_soriano_sorianello_01

L’istallazione di mulini a vento venne favorita dai diversi corsi d’acqua che caratterizzavano, un tempo ancor più che oggi, questa vallata, divenendone ben presto uno dei simboli più riconoscibili: furono infatti celebrati anche dal viaggiatore britannico Henry Swinburne nei suoi racconti, nei quali emerge la sua grande meraviglia per l’integrazione dei mulini nella foresta circostante e i suoi alberi secolari.

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Ormai abbandonati da decenni, ai mulini è stata ridata nuova vita in questo parco, attraversato dal torrente Cornacchia che alimenta un grazioso lago artificiale e circondato dai ruderi degli antichi insediamenti dei monaci basiliani.   Valle_dei_mulini_soriano_sorianello_03

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Soriano Calabro : La storia nei documenti d’archivio di Antonio Tripodi

Soriano Calabro : La storia nei documenti d’archivio di Antonio Tripodi

antonio tripodi

La geografia storica ed artistica disegnata da questa corposa pubblicazione di fonti documentarie da parte di Antonio Tripodi, eccellentissimo storico e ricercatore attento, ribadisce legami che è molto suggestivo ricordare.Infatti la vera sorpresa e la novità di questa pubblicazione vengono, in particolare o sopratutto dall’aver potuto qui, dopo una fitta ricerca ad ampio spettro, unitariamente e cronologicamente presentato ed offerto a quanti lo volessero, studiosi o semplici curiosi. Inoltre presi deal loro contesto storico, le antiche carte rivelano gli atteggiamenti, le necessità, gli ideali dei nostri antenatispirituali.Il profano che ha dimestichezza della storia di Soriano può trovarvi materiale per formarsi un’immagine completa delle personalità e delle circostanze che li produssero, mentre lo studioso di storia dell’arte che non possiede una profonda conoscenza del “linguaggio” del tempo può cogliere un pò del profumo degli originali.

in copertina : @ Veduta di Soriano della metà ‘800 ( collezione privata) @riproduzione vietata

consultazione presso :

http://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/scheda.jsp?bid=IT%5CICCU%5CRCA%5C0695106

La ceramica e i vasai ( pignatari )

Ancestrale: Accanto alla vicina Soriano ( 3 KM ) , Gerocarne risulta
segnalata per la lavorazione dell’argilla diretta alla produzione di
vasellame domestico fine. Ma, mentre a Soriano la produzione si
interruppe diversi decenni or sono, a Gerocarne l’industria
ceramica si è protratta dal Cinquecento ai nostri giorni. Nonostante
gli eventi sismici che hanno ripetutamente distrutto gli abitati, si
conservano ancora tracce delle antiche strutture di produzione.
Esse sono così numerose, oltre che ubicate a poca distanza le une
dalle altre, da assumere la conformazione di un vero e proprio
quartiere artigiano.

LA STORIA:  Lo spoglio dei catasti onciari attesta che Soriano
(1741), con i suoi 65 pignatari, ai quali si aggiungevano due
piattari, e la vicina Motta di Gerocarne, con un mastro vasaio, un
argagnaro, tre rovagnari, due pignatari e tre piattari, erano al
tempo tra i più fiorenti centri di tradizione figulina della Calabria.
Soriano era inoltre famosa per la lavorazione dei piatti e delle
giare destinate a contenere acqua, olio o cereali. I cognomi degli
artigiani attestati nel catasto onciario di Arena (1782), riconducono
a gruppi familiari ancora oggi dediti a tale attività.

vasaio

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Dopo il sisma del 1783 a Soriano Alto, i piattari scompaiono,
lasciando il campo alla produzione delle fornaci di Soriano Basso,
per lo più incentrata sulle giare, tanto da imporsi come punto di
riferimento anche per il catanzarese e per il marchesato, e su
recipienti grezzi d’uso domestico, come le quartare. Tra Otto e Novecento nella produzione di stoviglie emerge
Gerocarne, che diffonde i suoi manufatti in buona parte della Calabria Ulteriore, entrando in competizione con
Seminara anche per le cannate e per i vasi da conserva, molto richiesti perfino nei centri della Piana.
Lenormant, intorno al 1880, segnala che a Gerocarne “si fabbricano dei vasi usuali in maiolica, rivestiti di una patina
stagnifera bianca, sulla quale si disegnano degli ornamenti a fuoco di diversi colori, rosso, turchino, verde, giallo”.
Nel piccolo centro, la produzione delle cannate continua, pur con un’ulteriore stilizzazione dei motivi decorativi tracciati
orizzontalmente sulla spalla, fino ad oltre la metà del XX secolo, anche quando, a opera del Gruppo Terracotta, si
sperimentavano nuove forme.

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Tra gli antichi centri di produzione della Calabria, Gerocarne è tra quelli che nel tempo hanno
mantenuto la più stretta continuità nella trasmissione dell’arte figulina di generazione in generazione, tanto da
conservare ancora oggi attive le antiche fornaci a legna, sebbene dedite esclusivamente alla produzione di terrecotte
da fuoco.
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Fino agli anni ‘70 del ‘900 a Gerocarne, i vasai venivano distinti in “bianchi” (‘i jànchi) e “rossi” (‘i russi), dal colore che
assumevano in cottura le due diverse qualità di argilla che, rispettivamente, costituivano la base della loro “arte”.vasai_02

fonte: èItalia numero 97

foto vasai gerocarne: @Francesco Schiavello