Chiesa della Madonna del Carmine

La Chiesa del Carmine di Soriano Calabro, Vibo Valentia, è stata costruita alla fine del XIX secolo da muratori ed architetti sorianesi, che ne hanno fatto il principale luogo di culto del paese dopo il complesso di San Domenico. Si presenta con una struttura a navata unica con pianta a croce greca ed è realizzata secondo un sobrio stile neoclassico. La facciata a salienti in colori tenui è caratterizzata da un frontone triangolare ed è suddivisa in due livelli da un massiccio cornicione marcapiano.

Chiesa Maria SS del Monte Carmelo in Soriano Calabro (VV) 

Sono diversi gli stemmi e gli elementi decorativi che compaiono su di essa: tra questi ricordiamo le lesene con richiami allo stile ionico, le due nicchie nel livello inferiore e l’ampio rosone circolare con pitture a vetro nel bel mezzo della facciata. La porta d’ingresso, di forma rettangolare, è piuttosto imponente nell’aspetto, ma abbellita da elaborati intarsi opera di artisti locali. Sul lato destro vi segnaliamo la bella torre campanaria con cupola a base ottagonale.

Maria SS del Monte Carmelo in Soriano Calabro (VV)
Maria SS del Monte Carmelo in Soriano Calabro (VV) 

All’interno troverete un bel coro in legno risalente al Settecento: dello stesso periodo sono il bell’altare in marmo – su cui potrete ammirare un bassorilievo raffigurante Mosé, custodito in passato dal Convento di San Domenico – ed una statua di Sant’Antonio da Padova. Di un secolo più antica è invece la statua raffigurante San Martino, a cui è dedicata la chiesa matrice costruita negli Anni Trenta.

Nota Storica del Prof. Martino Battaglia :  “Prima della Chiesa vi era una Cappella e stranamente mentre i terremoti distruggevano le altre chiese, pensiamo al terremoto del 1783, del 1905 e del 1908 la Cappella del Carmine veniva allargata e diventava Chiesa senza subire danni al punto che dovettero spostare tutte le funzioni religiose di Soriano divenendo parrocchia del Carmine e Santa Barbara. “

La Madonna del Carmine (o del Carmelo?): significato e origine della festa

Il 16 luglio ricorre la festività della Madonna del Monte Carmelo, una devozione mariana antichissima risalente addirittura a prima della nascita di Cristo (e della Vergine Maria stessa). Il titolo mariano viene talvolta indicato con la dicitura “Madonna del Carmine”, anche se in realtà non c’è alcuna differenza.

Il riferimento è al Monte Carmelo, una catena montuosa dell’Alta Galilea (oggi Israele), indicata in spagnolo come Carmen (da cui l’italiano Carmine, utilizzato anche come nome proprio maschile).

“Madonna del Carmine”: le origini pre-cristiane

Come già detto, la devozione collegata al Monte Carmelo risale a prima dell’avvento del cristianesimo. Secondo quanto narrato nel Primo Libro dei Re (antico testamento), il profeta Elia si ritirò in quest’area montagnosa fondando una piccola comunità di fedeli. Il suo scopo era vivere la religione dei padri secondo la purezza originale, in contrasto coi culti pagani che il popolo ebraico aveva gradualmente mutuato dalle popolazioni cananaiche.

In un passaggio del testo si legge: “Ecco, una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare”. I padri della chiesa hanno letto in questa immagine potente una sorta di prefigurazione di Maria, suffragata dal fatto che il nome della vergine “Miriam” potrebbe significare in ebraico “goccia del mare”. Ma ci sono tante teorie sull’origine di questo nome.

Sta di fatto che la spiritualità concepita da Elia, unita al culto mariano, sono alla base della devozione del Monte Carmelo e dell’ordine Carmelitano. Si tratta di una delle esperienze di monachesimo più antiche di tutta la cristianità. In epoca medievale, infatti,  i crociati trovarono in questo luogo dei religiosi che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio.

Diaspora e spiritualità dello scapolare

Con l’annessione della Palestina ai domini islamici, i Carmelitani iniziarono una vera e propria diaspora che li condusse a fondare monasteri in tutta Europa. Come a Messina, Marsiglia, a Kent, Pisa e Parigi.

Una delle tradizioni più importanti della devozione alla Madonna del Carmelo è quella dello scapolare. Il 16 luglio 1251 la Vergine Maria apparve a San Simone Stock, un frate dell’ordine, gli mostrò uno scapolare e gli disse: “Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno”.

Lo scapolare, unito alla recita del rosario in suffragio delle anime del purgatorio e altre opere pie, è il cuore della spiritualità carmelitana. Coltivata ancora oggi in tutto il mondo, e celebrata come festività in questa data.

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