15 dicembre 1957 – 2017 / 60 anni di sacerdozio per Padre Michele Fortuna: la sua storia.

Dopo pochi giorni ( 10 dicembre 2017) dalla nomina di Padre Rosario Licciardello a Rettore della Basilica di San Domenico, i Domenicani, i devoti di San Domenico e la Confraternita del Rosario si preparano a partecipare al grande evento in programma venerdì prossimo (15 dicembre 2017) quando, alle ore 18, nel Santuario domenicano di Soriano Calabro (VV), padre Michele Fortuna presiederà la solenne Concelebrazione Eucaristica nel 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

Padre Michele Fortuna è nato a Zammarò il 25 maggio 1932.

Giovanissimo entrò nell’ordine domenicano a Soriano Calabro, il 02 ottobre 1945.

Dopo la sua ordinazione sacerdotale avvenuta il 15 dicembre 1957, frequento l’università pontificia San Tommaso d’Aquino di Roma dove conseguì il il Lettorato ed il Licenziato in Teologia con la tesi .Ruolo Psicologico delle tre potenze nella Dottrina di S. Caterina Da Siena.

Per quasi dieci anni fu missionario in Pakistan. Attualmente, dal 1984, vive nel  celebre Convento di Soriano Calabro nella chiesa del quale si conserva l’Immagine miracolosa di San Domenico, portata dalla Madonna il 15 settembre 1530.

E’ il Direttore della famosa Biblioteca del Santuario di S.Domenico in Soriano. E’ studioso  e divulgatore  della dottrina di S.Caterina da Siena.

( Padre Michele con un ricercatore )

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Padre Rosario Licciardello è il nuovo Rettore della Basilica di S. Domenico in Soriano

Il nuovo Rettore e Superiore della Comunità Padre Rosario Licciardello è stato presentato ai fedeli del Santuario di San Domenico ieri 10 dicembre 2017 , durante la solenne celebrazione delle 18 dal Priore Provinciale dei Domenicani della Provincia di San Tommaso d’Aquino in Italia, fra Francesco La Vecchia.

Padre Rosario già Rettore del Santuario della Madonna dell’Arco di S.Anastasia ( NA) succede al rettorato del Santuario San Domenico in Soriano Padre Remigio Romano O.P.

Breve Cronostoria sulla Cappella del Rosario del 1896 – Cimitero di Soriano

Articolo di Francesco Schiavello

Nel 1896 fu costruita nel Cimitero di Soriano sotto il Priorato del tempo Sig. Facciolo Giuseppe una Chiesetta a spese della Confraternita del Rosario perchè non esisteva una Chiesa da parte del Governo di allora diretta dall’Ente.

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Antica Chiesa/ Cappella del Rosario 1892

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All’interno della Chiesetta , nelle mura laterali si era pensato di lasciare dei loculi per i fratelli defunti. Una parte di terreno su cui fu costruita la Chiesetta fu generosamente offerta dalla beneficenza della Marchesa Signora Francica.

Allo scopo di far fronte alle spese di manutenzione dei loculi nella Chiesetta l’autorizzazione doveva essere prevenuta da una larga data da versare al Tesoriere che rilasciava una ricevuta e di cui farà menzione a margine del deliberato di concessione indicando data e numero della ricevuta dal bollettario d’incasso.

Questa ricevuta doveva essere conservata oltre che dai parenti del defunto ache dal tesoriere della Confraternita e detta omologazione doveva essere firmata dal Priore o chi ne faceva le veci.

Per vigilare della durata di occupazione di dieci anni dalla morte gli intestatari del defunto dovevano presentare il certificato legale rilasciato dall’ufficio di Stato Civile che rimaneva allegato alla pratica relativa da cui era indicata la data di morte.

Per la concessione di occupare un loculo in seguito alla morte di un fratello, si doveva presentare domanda in carta libera al Governo della Congrega e veniva rilasciata tramite una deliberazione. Tutto veniva scritto in un registro speciale custodito gelosamente e con responsabilità dalla Congrega, e di cui ogni fratello aveva diritto di visione gratuita.

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Contratto tra il Priore Pisani Ferdinando e il muratore Bruni ( pag.01)

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Contratto tra il Priore Pisani Ferdinando e il muratore Bruni ( pag.02)

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Nel 1899 per completare i lavori di muratura il Priore Pisani Ferdinando ha fatto bandire una gara privata fra i vari muratori. La migliore offerta è stata quella del Sig. Bruni per la costruzione della muratura a 12 lire al metro quadro compresa la manodopera.

 

 

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All’interno della Chiesetta si trovava una statua in Argilla della Madonna dell’Immacolata collocata attualmente nel cortile della Nuova Chiesa di San Domenico.

 La Chiesetta del 1892 per disposizione dell’allora Amministrazione comunale è stata demolita per dare spazio alla nuova ed attuale Chiesa.

 Grazie alla Confraternità del Rosario ed a Domenico Margiotta per il materiale.

 

 

SORIANO CALABRO E CATANZARO UNITE NELL’INCONTRO: “SAN DOMENICO IN TERRA SPAGNOLA”

Organizzato dal CENTRO THEOTOKOS STUDI RELIGIOSITA’ POPOLARE di Catanzaro, si è svolto il 10 settembre scorso, a Soriano calabro (VV), un interessante incontro presso il Santuario di San Domenico, retto dai padri domenicani, che hanno voluto, quest’anno, vivere la ricorrenza dell’evento prodigioso della consegna del miracoloso “ Quadro di San Domenico in Soriano”, ricordando i 75 anni del ritorno dei frati domenicani presso il Santuario. 


Qui erano arrivati, ecco il legame con Catanzaro, grazie a Padre Vincenzo da Catanzaro. Il Centro Theotokos, fondato da Martino Michele Battaglia (Docente di Antropologia Culturale presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria, e coordinatore del centro) e Anna Rotundo (Docente e Saggista, moderatrice del centro), è una costola del Centro Internacional de Estudios sobre Religiosidad Popular: Semana Santa (Università di Valladolid – Spagna), diretto dal prof. Ponga, ed è un progetto internazionale itinerante di altissimo spessore culturale, un percorso che si gloria di studiare la profondità e la bellezza della religiosità popolare. Hanno portato il loro contributo al convegno Padre Remigio Romano, superiore del Convento, Antonio Punturiero, coordinatore regionale delle confraternite della Calabria, e Antonio Caroleo, presidente dell’Unione diocesana delle Confraternite di Catanzaro-Squillace. Josè Luis Alonso Ponga ha tenuto la sua incantevole lectio magistralis su “San Domenico in terra spagnola”, mentre Rotundo e Battaglia hanno relazionato su come l’arrivo dei frati domenicani in Calabria segnò un profondo cambiamento nell’organizzazione religiosa, sociale e culturale di quasi tutta la Calabria, a partire dal 1401, quando i cenobiti si insediarono stabilmente nella città di Catanzaro. Nel 1510 Fra Vincenzo da Catanzaro, un domenicano di vita pia ed austera, su ispirazione del Santo Padre Domenico, come ci tramandano le antiche cronache, venne a Soriano per fondarvi un convento. Data la scarsezza di mezzi e materiali, chiesa e convento poterono essere costruiti con particolari aiuti della Divina Provvidenza. La piccola comunità di frati che si era stabilita a Soriano visse quasi ignorata fino al 1530. In tale anno, nella notte tra il 14 e il 15 settembre, la Madonna, Santa Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria vergine e martire apparvero a fra Lorenzo da Grotteria e gli consegnarono una tela rappresentante San Domenico, con il libro nella mano destra e con il giglio nella mano sinistra, perché la consegnasse al superiore per esporla alla venerazione dei fedeli. Nonostante il prudenziale riservo di quei religiosi, nei fedeli si destò una straordinaria devozione verso il Santo raffigurato nella tela, che sarà chiamata “Il Quadro” per antonomasia. A seguito dell’avvenimento del 15 settembre 1530 la Celeste Immagine di San Domenico in Soriano fu oggetto di grande venerazione e devozione e vennero riconosciuti in tutto il mondo innumerevoli miracoli e grazie che dal XVI secolo si verificarono per intercessione del Santo Fondatore dell’Ordine dei Predicatori. Purtroppo, dopo il terribile terremoto del 7 febbraio del 1783 le cose, lentamente, cominciarono a cambiare, per un insieme di vicende storiche. Dopo innumerevoli vicissitudini nel 1866 i Frati Domenicani dovettero, per legge del Governo, abbandonare Soriano e il Santuario. Nel 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale, e dopo quasi 80 anni di assenza, i Figli di San Domenico fecero ritorno a Soriano. Il culto e la devozione della Celeste Immagine di San Domenico in Soriano iniziò un nuovo cammino e, anche oggi si registrano delle grazie particolari nei riguardi di coloro che, in svariate circostanze, invocano con fede sincera l’aiuto di San Domenico o si ungono con l’olio della lampada che, giorno e notte, arde dinanzi al “ Quadro” della Celeste Immagine di San Domenico in Soriano.  

Trekking a Gerocarne: I CAMMINI DEL BRIGANTE

Ripercorriamo i passi del più famoso brigante d’Italia. Godiamo della bellezza di luoghi impervi un tempo inaccessibili e lasciamo che la vista spazi abbracciando la valle del Mesima e l’orizzonte dall’arco settentrionale della Piana di Gioia Tauro al Golfo di Lamezia Terme.

10_Cammini_Brigante_-_Frontespizio-

 Comuni

 interessati:

 Gerocarne (VV)
 Partenza:  loc.    “Gagliolo”, Gerocarne (VV)
lat.     38° 35’ 09,4’’ N
long.  16° 13’ 14,3’’ E
link:   
https://goo.gl/maps/3EHy4fy9wGN2
 Arrivo:  loc.   “Gagliolo”, Gerocarne (VV)
lat.     38° 35’ 09,4’’ N

long.  16° 13’ 14,3’’ E
link:   
https://goo.gl/maps/3EHy4fy9wGN2
 Tempi di

 percorrenza:

 tramo A circa 2 h e 30 min
tramo B circa 3 h e 45 min
tramo C circa 5 h e 30 min
 Distanza:  tramo A  Km 4,450
tramo B  Km 5,770
tramo C  Km 12,000 (A/R)
 Dislivello:  tramo A  m 242
tramo B  m 322
tramo C  m 490
 Quote:  Qmax   m 756  s.l.m.
Qmin   m 266  s.l.m.
 Tipo
Percorso:
 trami A & B  circolare
tramo C  lineare
 Grado

 Difficoltà:

 medio / medio-alta

 

 

Sentiero

“I CAMMINI DEL BRIGANTE”Cammini_Brigante_Google_Earth

Percorso multiplo, costituito da due itinerari circolari e uno lineare, su strada sterrata per la maggior parte del cammino ed impegnativo a causa di dislivelli e pendenze significativi soprattutto nei trami B e C. I sentieri hanno come scenario gli altipiani tra Colaiello e Castania, il bosco Morano ricco di lecci e castagni un tempo animato dalla attività di numerosi carbonai e famoso per aver dato rifugio al brigante Musolino e per la presenza della Pietra delle Armi.

Raggiungiamo Gerocarne dall’autostrada A2 Mediterranea (ex A3 SA/RC),uscita Serre, proseguiamo sulla SS 182 direzione Soriano Calabro ove imbocchiamo la SP 60 direzione Gerocarne, giunti in piazza Giovanni Paolo IIlasciamo l’auto. Dietro la Chiesa di Santa Maria dei Latinis percorriamo Via G. Berti, un breve tratto in salita che, in appena 5 minuti, ci porterà nei pressi di una piccola fontana piramidale in località Gagliolo. Potremo notare sulla nostra sinistra una strada che si allontana dall’abitato: qui inizia il nostro percorso.

Questa prima parte del tragitto si snoda lungo un’area un tempo destinata a coltivo piante da frutto ed ortaggi data l’ampia disponibilità d’acqua del fiume Morano; Nella macchia, ancora, possono notarsi le “angre” come localmente venivano chiamati i poderi o porzioni di esso. Al primo incrocio manteniamo la sinistra e in circa 15 minuti raggiungeremo un ponte in legno. Nei successivi due incroci giriamo prima a destra e poi a sinistra tralasciando la deviazione che conduce alla diga. Da qui, in pochi minuti, saremo all’intersezione per Pietra delle Armi.

 

Percorso A: ANELLO PIETRA delle ARMI

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Il sentiero a destra che si inoltra nel bosco scendendo verso il fiume Morano, in circa 15 minuti, ci porterà all’area picnic di Pietra delle Armi. In questo angolo suggestivo immerso nel verde, dominati dalla mole di Pietra delle Armi, potremo riposare prima di intraprendere la via del rientro percorrendo la sterrata che segue il fianco della montagna e che in circa 20 minuti ci porterà all’incrocio di intersezione con il percorso di rientro del tramo B. La sterrata è la vecchia strada comunale Ariola-Gerocarne che in meno di un’ora ci riporterà in paese.

Profilo altimetrico percorso A

 

Percorso B: ANELLO CASERMETTA CASTANIA

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Come percorso A fino a Pietra delle Armi. Da qui dovremo intraprendere larisalita di un antico sentiero (circa 1 km) immerso nel bosco San Fili che ci porterà alla pineta con area pic-nic, fontana e casermetta in località Castaniadove potremo sostare prima di riprendere il sentiero su strada comunale, a pochi minuti dall’area pic-nic (secondo incrocio a destra), che scende riunendosi all’itinerario A nei pressi della Porta Occidentale del Parco delle Serre.

 

Percorso C: A/R VIVAIO ARIOLA

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Se decidiamo di optare per il percorso C proseguiamo in salita mantenendo nell’ordine degli incroci, queste direzioni: destra, sinistra, destra, destra, sinistra, destra. Subito dopo un impianto di ciliegi (ci troviamo già sul piano di Colaiello) e una macchia di pini, la sterrata incontrerà la strada comunale che costeggia il Vivaio Ariola. Seguiamo a sinistra e da qui in 20 minuti raggiungeremo il suo l’ingresso.

 

Depliant & Dati Tecnici

Depliant - descrizione Depliant - cartorafia Schede Tecniche

Norme comportamentali

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Cumprunta rito Magico-Sacrale / Buona Pasqua!

Domenica di Pasqua a Soriano ( foto di repertorio)

Vi sono riti che si perpetuano da secoli, caratterizzati da una profonda intensità tramandata nel tempo, simbolo di una cultura che è riuscita a mantenere intatte le proprie peculiarità. Per i sorianesi, la fede nei valori della Chiesa cattolica è anche emozione e sentimento che porta l’uomo a vivere eventi che si ripropongono ciclicamente perché intrisi di amore sacro. Il legame unico che unisce Soriano al rito magico-sacrale della Cumprunta ne è la dimostrazione.  

La Resurrezione di Tiziano / 1520-22

    Cumprunta è l’incontro tra la Vergine del Santissimo Rosario e il Figlio Risorto, in scena Domenica di Pasqua sul corso trapezoidale di via Roma a Soriano Calabro. Demologia, etnostoria, cronaca di un evento, in cui lo spazio geometrico diviene spazio antropologico. Ad essa è legato l’apogeo e il declino del Santuario Domenicano. Caleidoscopio di immagini, umori e sensazioni che oscillano tra il sacro e il profano, passione e devozione verso i simulacri da parte della Confraternita del Rosario e di tutto il popolo sorianese. Storia di un paese rinato dopo l’immane catastrofe del 1783.
Testi di Michele Martino Battaglia

Città di arte, cultura e commercio