Complesso Monumentale di San Domenico del XVI Secolo

Il Complesso Monumentale di San Domenico, comprendente il Convento e l’antico Santuario, è il simbolo di Soriano Calabro. Dopo la lunga dominazione bizantina prima e normanna poi, infatti, furono i padri domenicani a stabilirsi qui agli inizi del XVI secolo, acquisendo progressivamente gran parte del territorio dell’odierna Soriano: il centro nevralgico della vita cittadina era proprio il santuario di San Domenico, edificio di grande importanza politica oltre che spirituale.

Le cronache storiche raccontano come il Convento Domenicano di Soriano Calabro fosse uno dei più ricchi d’Europa, famoso santuario meta di fedeli e pellegrini provenienti da tutta l’Italia ed Europa.

Unica notizia certa tanto per rendere l’idea del percorso storico è databile al 1496, fece parte dello “stato” di Arena, per poi essere feudo dei Carafa. Ma subito dopo, nel 1510, con la fondazione dell’importante convento di San Domenico, passò a quest’ordine, che decadde dopo il disastro tellurico di fine ‘700.

In quel torno di tempo vibrava in Soriano un profondo sentimento religioso per il Patriarca San Domenico, in onore del quale nel 1510 come detto in calce, venne intrapresa la costruzione di un grande Santuario con annesso Convento.

L’antica Soriano, allora relegata ove oggi si trova Sorianello, venne quindi divisa dopo la riforma francese di inizio ‘800 in due realtà amministrative: Soriano e Sorianello.

Il 7 febbraio 1783,fu un giorno tragico nella storia dell’antica Soriano e della Calabria meridionale. Il convento venne raso al suolo dal terremoto del 1783, la devastante scossa dell’undicesimo grado della scala Mercalli che ebbe il proprio epicentro in una vastissima area che abbracciò tutta la Calabria.

Il maestosissimo edificio sorgeva in una vallata vicino al torrente Cornacchia in circa 20 anni il Santuario con annesso convento divenne famosissimo narra la leggenda che: la celeberrima “Tela di San Domenico”, secondo la tradizione consegnata dalla Madonna e da Santa Caterina ad un frate nel 1530 e che viene venerata ancora oggi con grande devozione.

Il Convento Domenicano di Soriano Calabro fu comunque nuovamente ricostruito all’inizio dell’Ottocento.

Ben 4 papi fecero parte della congregazione di stanza in questo convento, dove vennero ospitati anche il filosofo Tommaso Campanella e addirittura l’Imperatore Carlo V. San Domenico, a metà Seicento, fu proclamato Patrono del Regno di Napoli ed il Santuario di Soriano accrebbe ulteriormente la propria popolarità, già elevatissima per via di una vicenda miracolosa che vedeva protagonista la tela raffigurante il Santo.

Oggi, purtroppo, di questo imponente complesso monastico di 20.000 metri quadri di estensione rimangono tre dei quattro chiostri, le botteghe e parte della facciata barocca: i frequenti terremoti hanno finito col distruggerlo, tanto che la nuova Chiesa di San Domenico ha un aspetto piuttosto moderno. Fu infatti edificata nel 1838 al posto di uno dei chiostri e conserva ancora molte delle decorazioni che abbellivano l’antico Santuario, l’altare maggiore in marmo, raffinati lavori di intaglio settecenteschi ed opere pittoriche di grande rilievo. I pezzi più interessanti sono custoditi nei musei, sono presenti opere di Bernini, Fanzago, Vaccaio, Grue e addirittura Skopa, scultore greco del IV secolo a.C.

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