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Padre Rosario Licciardello è il nuovo Rettore della Basilica di S. Domenico in Soriano

Il nuovo Rettore e Superiore della Comunità Padre Rosario Licciardello è stato presentato ai fedeli del Santuario di San Domenico ieri 10 dicembre 2017 , durante la solenne celebrazione delle 18 dal Priore Provinciale dei Domenicani della Provincia di San Tommaso d’Aquino in Italia, fra Francesco La Vecchia.

Padre Rosario già Rettore del Santuario della Madonna dell’Arco di S.Anastasia ( NA) succede al rettorato del Santuario San Domenico in Soriano Padre Remigio Romano O.P.

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SORIANO CALABRO E CATANZARO UNITE NELL’INCONTRO: “SAN DOMENICO IN TERRA SPAGNOLA”

Organizzato dal CENTRO THEOTOKOS STUDI RELIGIOSITA’ POPOLARE di Catanzaro, si è svolto il 10 settembre scorso, a Soriano calabro (VV), un interessante incontro presso il Santuario di San Domenico, retto dai padri domenicani, che hanno voluto, quest’anno, vivere la ricorrenza dell’evento prodigioso della consegna del miracoloso “ Quadro di San Domenico in Soriano”, ricordando i 75 anni del ritorno dei frati domenicani presso il Santuario. 


Qui erano arrivati, ecco il legame con Catanzaro, grazie a Padre Vincenzo da Catanzaro. Il Centro Theotokos, fondato da Martino Michele Battaglia (Docente di Antropologia Culturale presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria, e coordinatore del centro) e Anna Rotundo (Docente e Saggista, moderatrice del centro), è una costola del Centro Internacional de Estudios sobre Religiosidad Popular: Semana Santa (Università di Valladolid – Spagna), diretto dal prof. Ponga, ed è un progetto internazionale itinerante di altissimo spessore culturale, un percorso che si gloria di studiare la profondità e la bellezza della religiosità popolare. Hanno portato il loro contributo al convegno Padre Remigio Romano, superiore del Convento, Antonio Punturiero, coordinatore regionale delle confraternite della Calabria, e Antonio Caroleo, presidente dell’Unione diocesana delle Confraternite di Catanzaro-Squillace. Josè Luis Alonso Ponga ha tenuto la sua incantevole lectio magistralis su “San Domenico in terra spagnola”, mentre Rotundo e Battaglia hanno relazionato su come l’arrivo dei frati domenicani in Calabria segnò un profondo cambiamento nell’organizzazione religiosa, sociale e culturale di quasi tutta la Calabria, a partire dal 1401, quando i cenobiti si insediarono stabilmente nella città di Catanzaro. Nel 1510 Fra Vincenzo da Catanzaro, un domenicano di vita pia ed austera, su ispirazione del Santo Padre Domenico, come ci tramandano le antiche cronache, venne a Soriano per fondarvi un convento. Data la scarsezza di mezzi e materiali, chiesa e convento poterono essere costruiti con particolari aiuti della Divina Provvidenza. La piccola comunità di frati che si era stabilita a Soriano visse quasi ignorata fino al 1530. In tale anno, nella notte tra il 14 e il 15 settembre, la Madonna, Santa Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria vergine e martire apparvero a fra Lorenzo da Grotteria e gli consegnarono una tela rappresentante San Domenico, con il libro nella mano destra e con il giglio nella mano sinistra, perché la consegnasse al superiore per esporla alla venerazione dei fedeli. Nonostante il prudenziale riservo di quei religiosi, nei fedeli si destò una straordinaria devozione verso il Santo raffigurato nella tela, che sarà chiamata “Il Quadro” per antonomasia. A seguito dell’avvenimento del 15 settembre 1530 la Celeste Immagine di San Domenico in Soriano fu oggetto di grande venerazione e devozione e vennero riconosciuti in tutto il mondo innumerevoli miracoli e grazie che dal XVI secolo si verificarono per intercessione del Santo Fondatore dell’Ordine dei Predicatori. Purtroppo, dopo il terribile terremoto del 7 febbraio del 1783 le cose, lentamente, cominciarono a cambiare, per un insieme di vicende storiche. Dopo innumerevoli vicissitudini nel 1866 i Frati Domenicani dovettero, per legge del Governo, abbandonare Soriano e il Santuario. Nel 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale, e dopo quasi 80 anni di assenza, i Figli di San Domenico fecero ritorno a Soriano. Il culto e la devozione della Celeste Immagine di San Domenico in Soriano iniziò un nuovo cammino e, anche oggi si registrano delle grazie particolari nei riguardi di coloro che, in svariate circostanze, invocano con fede sincera l’aiuto di San Domenico o si ungono con l’olio della lampada che, giorno e notte, arde dinanzi al “ Quadro” della Celeste Immagine di San Domenico in Soriano.  

Giangurgolo: Maschera di origine calabrese

Maschera di origine calabrese, deve il suo nome, secondo alcuni, a Giovanni Golapiena, mentre secondo altri è una corruzione di Zan Gurgola, per via del suo insaziabile appetito.

La sua origine risale al Settecento. Secondo Giuseppe Petrai, autore de “Lo spirito delle maschere”, Giangurgolo era la caricatura del nobile siciliano, divenuta popolare in Calabria dopo il 1713, ossia dopo che, ceduta la Sicilia ai Savoia, molti blasonati che parteggiavano per la Spagna lasciarono l’Isola. Il carattere del personaggio si consolidò nella seconda metà del Settecento, come una delle infinite versioni del Capitano fanfarone e codardo, senza però mai acquisire un’identità forte: a volte è raffigurato come un vecchio, altre come un giovane, a volte con il ruolo di servo, altre con quello di oste. In ogni caso sempre enorme è il suo appetito, a stento placato da “un carretto di maccheroni, una cesta di pane e due botti di vino”. Il suo costume era caratterizzato da un alto cappello a cono, da un corpetto stretto e da pantaloni a sbuffo a strisce gialle e rosse. Sul volto portava una maschera dal naso enorme e una spada altrettanto smisurata gli pendeva su un fianco.
Fonte: teatro di nesssuno

Soriano e Pizzo tra i luoghi scelti per il progetto ‘Designer Gran Tour’

Soriano Calabro con i suoi tesori d’arte ed archeologici e con i mastazzoli; Pizzo, i suoi gelati ed il tonno Callipo; Casignana con la villa romana di Palazzi; Stilo e la sua Cattolica; Rossano la bizantina e il museo Amarelli; Soveria Mannelli con il lanificio “Leo” e la casa editrice Rubbettino: sono i luoghi della Calabria che faranno parte di un progetto internazionale denominato “Designer Gran Tour”, il cui coordinamento è stato affidato allo Studiocharlie e a Emilio Leo.
Un Gran Tour come progetto in divenire. Il viaggio che scandisce il tempo di un progetto che prende forma, si arricchisce, si modifica e si definisce lungo il percorso in queste stupende località calabresi.
Dall’8 al 13 settembre designer internazionali ed affermati prenderanno spunto per le loro creazioni in questi luoghi che, a vario titolo, hanno deciso di vivere e di lavorare.
«A loro modo – fa sapere il sindaco di Soriano Francesco Bartone – questi progettisti di oggetti d’arte e di uso corrente in collaborazione con aziende produttive specifiche, progetteranno, dopo aver guardato, indagato, assimilato, capito, e immetteranno nel grande mercato internazionale gli oggetti realizzati».
Il marchio “ArtSoriano” darà nome agli oggetti che saranno progettati nella settimana proprio nel borgo delle Pre-Serre. 

 

A Soriano Calabro nella Biblioteca Calabrese si trova “l’integrale in facsimile del Codex Purpureus Rossanensis

Torna a casa ( a Rossano Calabro)  il Codex Rossanensis, Meraviglia dell’Umanità
 
A Soriano Calabro nella Biblioteca Calabrese si trova “l’integrale in facsimile del Codex Purpureus Rossanensis, un’edizione a tiratura limitata di 750 copie (nella biblioteca è presente esattamente l’esemplare numero 405) e altri testi rari, come una copia del 1907 dello stesso manoscritto Rossanensis di Antonio Munoz». Ed ancora «la rara seicentina, di grande importanza storico-religiosa, di Francesco Natoli: “Delle gratie e miracoli operati dall’Apostolo delle Indie, S. Francesco Saverio, in Potami Terra di Calabria”, stampata a Bologna nel 1653»; le incisioni, le puntesche e le acqueforti del XVIII e XIX secolo contenute nell’esposizione “La fine del mondo. Terremoto, ferro, e fuoco a Soriano nella Calabria Ultra Seconda del 1783”, e molte altre importanti opere e prestigiosi testi che nel tempo sono stati donati all’Istituto da autori e collezionisti, o che sono stati frutto di generosi lasciti.
Codex_rossanensis
fonte: Ansa.it

bellezza@governo.it

Buongiorno a Tutti!

Per recuperare i luoghi culturali il Governo mette a disposizione 150 milioni di euro. Fino al 31 maggio tutti i cittadini potranno segnalare all’indirizzo di posta elettronica  bellezza@governo.it  i beni e i progetti culturali da promuovere.

Noi di Turismo Soriano Calabro ti chiediamo di indicare il COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN DOMENICO DI SORIANO  come progetto culturale d’eccellenza inoltrando la seguente email a  bellezza@governo.it

grazie a tutti!

Arch. Francesco Schiavello

Ecco di seguito la email da inviare a:  bellezza@governo.it

Oggetto: COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN DOMENICO DI SORIANO CALABRO

Vorrei segnalare al governo, il COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN DOMENICO DI SORIANO, Santuario tra i più importanti in Europa, di cui oggi si possono ammirare le antiche vestigia. Uno dei più suggestivi luoghi e progetti culturali presenti in Calabria.

 

Soriano Calabro deve la sua fama alla presenza del Convento fondato nel 1510 da fra’ Vincenzo da Catanzaro. Distrutto una prima volta dal sisma del 1659, il monastero fu subito riedificato per volontà del Re di Spagna Filippo IV. L’incarico di progettare il nuovo edificio sacro fu affidato dal Vicere di Napoli il Conte di Pigneranda a P. Bonaventura Presti, architetto certosino, che lo disegnò, fatte le debite proporzioni, a somiglianza dell’Escoriale di Madrid, imponente monastero fatto edificare da Filippo II per perpetuare la vittoria di San Quintino. Così il primo convento sorianese occupava una superficie di 23 mila mq con chiostri attorno alla chiesa a croce latina di cui ancora è viva la facciata dalle sei paraste barocche con voluta ionica ed al centro un imponente portale con quattro grandi nicchie dai timpani semicircolari. All’interno, tra le tante opere d’arte, vi era l’altare maggiore in marmi policromi del maestro Cosimo Fanzago. Nella chiesa sorianese, completata la sua costruzione nel 1693, fu collocata la miracolosa tela di San Domenico che secondo la tradizione apparve il 15 settembre 1530. Ma il valore artistico impareggiabile del dipinto è stato ampiamente dimostrato, anche per l’insuperabile difficoltà d’imitazione più volte tentata e mai riuscita ad alcuno dei molti talenti che hanno lasciato in convento le loro copie imperfette. Tra i tanti disseminati in ogni dove cito un quadro del Guercino nel duomo di Bolzano, un altro del Mela in San Domenico e Sisto a Roma ed un altro ancora di anonimo nella chiesa parrocchiale di San Domenico in Crotone. Dopo l’altro terremoto, quello del 7 febbraio del 1783, ridusse interamente al suolo l’edificio seppellendo così il fasto ed il prestigio di un’epoca. Oggi le rovine del vecchio ex-convento dei padri domenicani, e della chiesa di San Domenico rappresentano il monumento più imponente del centro storico. Gli avanzi più consistenti si riferiscono alla parte inferiore della facciata della chiesa tardo-barocca, mentre rimangono tutte le strutture portanti fino all’altezza del piano terra: l’intero complesso è stato oggetto di un restauro conservativo nel secondo dopoguerra. Una parte del sito è stata comunque recuperata, ed è fruibile al pubblico. Una sezione del medesimo sito è stata inoltre utilizzata per l’edificazione della nuova chiesa di San Domenico eretta nel XIX secolo che custodisce la celeberrima “Tela di San Domenico”, secondo la tradizione consegnata dalla Madonna ad un frate il 14 settembre 1530 e che viene venerata ancora oggi con grande devozione. Recentemente è stato aperto il Museo dei marmi e sono di prossima apertura la Pinacoteca, il Museo della Ceramica ed il Museo del Terremoto che raccoglie numerose opere relative al complesso conventuale di San Domenico.

Il polo museale, quindi, sarà realizzato e pronto per essere fruibile dai turisti. Al momento, comunque si possono ammirare le opere restaurate custodite nel Museo dei Marmi che raccoglie opere dei secoli XVII-XVIII provenienti dal prestigioso complesso del Santuario di San Domenico.

Le 200 opere sono distribuite in tre sezioni. La prima raccoglie frammenti dell’altare maggiore dello scultore seicentesco Martino Longhi, con sculture di Matteo Boselli; la seconda comprende frammenti della decorazione marmorea che adornavano la navata esemplata, sulla decorazione della basilica di S. Pietro, di Giuseppe Scaglia; la terza è dedicata al cospicuo gruppo di frammenti provenienti dall’altare maggiore settecentesco, tra i quali alcuni busti decorativi di grande pregio. Una menzione particolare merita il busto di S. Domenico di Giuliano Finelli, allievo del Bernini. Di particolare pregio la Testa di Santa Caterina da Siena, in marmo di Carrara, è attribuita quasi sicuramente alla mano di Gian Lorenzo Bernini. Di non minore interesse sono la Madonna degli Angeli attribuita a Giuseppe Scaglia e ritrovata in un’edicola votiva, nonché un Angiolone, di Antonio Corradini. La raccolta annovera, inoltre, opere di Cosimo Fanzago, Matteo Bottigliero, Francesco Pagano e Francois Dusqunois, a testimonianza dell’importanza di cui ha goduto il complesso architettonico di Soriano nei secoli passati.

 
Inoltre, importanti scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza dei Beni artistici e culturali pare abbiano rivelato la presenza di alcuni tratti del pavimento originale in marmo locale dell’altare maggiore della chiesa. Si tratta di frammenti con superficie esposta, decorata con motivi iconografici geometrico-floreali di antico stile tardo-barocco a blocchi irregolari e sconnessi costituenti presumibilmente l’originario pavimento dell’altare dell’unica navata centrale. I blocchi tuttavia giacciono in rovina, abbandonati all’incuria e al deterioramento ambientale con evidenti tracce di crolli e problemi strutturali. La significativa scoperta oltre ad arricchire il patrimonio storico-religioso e culturale del Santuario di San Domenico, oggetto continuo di studi e ricerche, dimostra quanto sia importante portare alla luce e soprattutto tutelare tutto ciò che è ancora rimasto sepolto dalla polvere dei secoli esplorando i resti di questo meraviglioso complesso monumentale, un tempo e ancora oggi, centro di spiritualità e di preghiera.

 

Il COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN DOMENICO DI SORIANO è a Soriano Calabro Provincia di Vibo Valentia. ( http://www.turismosorianocalabro.org )copertinabellezza

 

San Francesco di Paola, Soriano prepara una mostra per i 600 anni. Le reliquie saranno in città

Il 27 marzo ricorreranno i 600 anni dalla nascita di San Francesco di Paola. E Soriano Calabro, da sempre devota, ha deciso di celebrare la ricorrenza con un’importante mostra di libri antichi, agiografie, ritratti e stampe su Francesco di Paola.

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Soriano Calabro: La prima biografia stampata si S. Francesco di Paola ( cinquecentina )

Soriano calabro. Biblioteca Calabrese, La prima biografia stampata di s.Francesco di Paola ( cinquecentina ).

L’evento prenderà il via il 2 aprile alla biblioteca calabrese di Soriano, tra gli organizzatori insieme al Comune, alla Regione e al ministero per i Beni culturali. Verranno esposti circa duecento pezzi, tra cui preziosissimi reperti bibliografici e iconografici come ad esempio le rarissime opere di G. M. Perrimezzi, P. Regio, F. Russo.

«Tra il vastissimo repertorio – spiega il sindaco di Soriano Francesco Bartone – sarà esposta la rarissima prima biografia del Santo (nella foto, ndr) stampata e risalente al 1582, edizione limitata, perché la tiratura di un libro nel Cinquecento era piuttosto contenuta».

Tutto il materiale storico e figurativo di proprietà della biblioteca calabrese di Soriano, per la prima volta sarà raccolto e messo a disposizione di quanti volessero vederlo. Un’occasione da non perdere, insomma. Ritratti del paolano, incisioni, scene di miracoli, vedute del convento e del santuario di Paola ma anche di altri luoghi, oltre a numerose raccolte di preghiere e canti devozionali.

«Per l’occasione – fa sapere ancora Bartone – Soriano sarà una delle tappe inserite nell’itinerario storico tra Calabria e Sicilia, “Tra mare e terra”, infatti di ritorno da Milazzo le sacre reliquie sosteranno per ben due giorni nella chiesetta campestre dedicata al Santo, esposte ai numerosi fedeli non solo di Soriano ma dell’intero circondario».

La visione del frate Domenicano Lorenzo dalla Grotteria e gli echi dell’iconografia del miracolo di Soriano in Dalmazia

Andrés Amaya, Apparizione della Vergine ad un domenicano di Soriano, fine XVII sec., Museo Nacional de Escultura, Valladolid

Author: Ivana Čapeta Rakić

Nella notte che precedette l’ottavo giorno dalla nascita della Vergine Maria, 15 settembre dell’anno del Signore 1530, nella chiesa del monastero domenicano di Soriano, il sagrestano, Lorenzo dalla Grotteria, ebbe una visione. Finendo di accendere le candele per il primo servizio mattutino, gli apparvero tre donne poi identificate come la Vergine stessa accompagnata da Maria Maddalena e da santa Caterina d’Alessandria. La piu onorevole delle tre gli consegno il quadro raffigurante san Domenico che ancora oggi viene venerato come miracoloso e non opera della mano d’uomo. La fama dell’immagine miracolosa si diffuse ben presto fuori dai confini del Regno di Napoli e quello siculo arrivando oltre persino a quelli italiani, fino addirittura in Dalmazia. Due sono le direttrici iconografiche fondamentali che hanno accompagnato gli echi del miracolo di Soriano in Dalmazia: una che si basa sulle copie del miracoloso quadro di san Domenico di Soriano e l’altra variante, molto piu frequente, che ha come asse tematico la rappresentazione dell’evento miracoloso in se, ossia la visione da parte del sagrestano Lorenzo dalla Grotteria nella notte in cui ebbe in dono il quadro. Nel presente articolo vengono prese in esame tutte le fonti di rilievo che hanno potuto esercitare una qualche influenza nella diffusione dell’insieme iconografico della visione di Soriano e nella sua ricezione da parte degli esponenti della pittura dalmata.

Two books published in 1621 and 1665 can be considered iconographic sources for the research of the iconographic subject, known in Croatian art history as the Miracle of Soriano. The first, published in Messina, “Raccolta de’ miracoli fatti per l’intercessione di san Domenico, istitutore del sacro ordine de’ Predicatori, con l’occasione d’una sua imagine portata dal cielo in Soriano” was written by the monk Sylvester Frangipane, while the second one, “Cronica del Convento di S. Domenico in Soriano dall Anno 1510 fin´al 1664” was also written by a Dominican monk – Antonino Lembo. In both we find the records of the event which took place during the night preceding the eighth day of the Nativity of the Virgin Mary, September 15th, 1530. Exactly three hours before dawn, as reported by Lembo, sacristan Lorenzo della Grotteria experienced a vision to be envied for. According to the monastery rules, the sacristan headed the same night to the uncompleted church of Saint Dominic in Soriano to lit candles and prepared everything for the morning service. Having lit the candles he saw three women in ceremonial attire, of magnificent looks and indescribable beauty that he stood frozen like a statue. One of them, the most honorable one, asked him about the convent, the church and the possession of images depicting Saint Dominic. The sacristan replied that there is no other saint’s image except the one crudely painted on the wall. And then the woman – Madonna accompanied by St Mary Magdalene and St Catherine of Alexandria – handed him a painting with the image of St Dominic, to take it to the prior of the monastery, Domenico Galiano, and to be placed on the altar. In front of the image made without hands, the miracles started to happen: primarily miracles of healing and deliverance from trouble and evil. But miracles took place also before the reproductions of the original. There are two basic iconographic guidelines of the resonance of the Miracle of Soriano in Dalmatia: one that copies the image not made with hands, a real portrait of Saint Dominic from Soriano, and another, much more common, that represents the miraculous event or the vision of the sacristan Lorenzo della Grotteria. The text analyzes all relevant sources that could affect the dissemination of the iconography of the vision in Soriano and its reception in the examples in Dalmatian paintings.

Godine 1621. i 1665. tiskane su dvije knjige koje možemo smatrati izvorima za istraživanje ikonografske teme, koju u hrvatskoj povijesti umjetnosti poznajemo pod nazivom Čudo u Sorianu. U Messini je najprije tiskana zbirka “Raccolta de’ miracoli fatti per l’intercessione di san Domenico, istitutore del sacro ordine de’ Predicatori, con l’occasione d’una sua imagine portata dal cielo in Soriano” iz pera redovnika Silvestra Frangipanea, a potom godine 1665. “Cronica del Convento di S. Domenico in Soriano dall Anno 1510 fin´al 1664.“ također iz pera jednog dominikanskog redovnika – Antonina Lemba. U objema pronalazimo zapise o događaju što se odvio u noći koja je prethodila osmom danu od Rođenja Djevice Marije, 15. rujna godine gospodnje 1530. Točno tri sata prije zore, kako izvještava Lembo, sakristantu Lorenzu dalla Grotteria dogodilo se viđenje, na kojemu mu treba zavidjeti. Kako je to nalagao običaj samostana sakristant se zaputio za noći u još nedovršenu crkvu sv. Dominika u Sorianu kako bi upalio svijeće i pripremio sve za jutarnju službu gospodnju. Dovršivši paljenje svijeća ugleda u crkvi tri žene u svečanoj odjeći, veličanstvena izgleda i neopisive ljepote zbog čega se ukoči poput statue. Jedna od njih, za koju se uspostavilo da je Najčasnija među njima, upita ga o samostanu, crkvi i posjedovanju slike s prikazom njezina titulara, sv. Dominika. Sakristant odgovori da nemaju druge svečeve slike doli jedne grubo naslikane na zidu (rozzamente dipinta nel muro). Rekavši to žena u viđenju (Bogorodica u pratnji sv. Marije Magdalene i sv. Katarine Aleksandrijske) preda mu sliku s likom sv. Dominika, koju je po njenom nalogu trebao odnijeti prioru samostana, Domenicu Galianu, a potom postaviti na oltar. Pred nerukotvorenom su se slikom odmah počela događati čuda: primarno čuda ozdravljenja i izbavljenja od nevolja i zla. No, čuda se nisu događala samo pred “izvornom“ slikom već i pred onim slikama koje su reproducirale nerukotvorenu sliku sveca. Dvije su osnovne ikonografske smjernice odjeka sorijanskog čuda u Dalmaciji: jedna koja kopira nerukotvorenu sliku, stvarni portret sv. Dominika iz Soriana, i druga, mnogo češća, koja za tematsku okosnicu uzima uprizorenje samog čudesnog događaja, odnosno viđenje sakristanta Lorenza dalla Grotteria u noći primitka slike. U tekstu se analiziraju svi relevantni izvori koji su mogli utjecati na diseminaciju ikonografije sorijanskog viđenja i njenu recepciju na primjerima dalmatinskoga slikarstva.