‘Cripta dei priori’/ Antico Putridarium

SORIANO CALABRO – La “Cripta dei priori”, risalente al XVII secolo e posta sotto la navata dell’antica chiesa dei padri domenicani.

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copyright foto©arch. francesco schiavello – Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale della foto

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 Il sito è detto, appunto, dei “priori”, perché qui venivano collocati dopo morti solo i priori del famoso Convento.

«Si tratta di un interessante “Putridarium”, questo di Soriano, di grandi dimensioni, ad unica ampia volta a botte cui sono presenti tutti gli elementi stilistici, costruttivi e tipologici di un putridarium».

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Lo spazio, inoltre, serviva nei secoli a sistemare i corpi dei morti che affrontavano un lento e costante modificarsi dell’aspetto esteriore, cedendo progressivamente le carni in disfacimento.

I cadaveri dei priori domenicani, vestiti con l’abito e i paramenti monacali, venivano collocati all’interno di nicchie scavate lungo le pareti e seduti su appositi sedili-scolatoi in muratura e pietra.

Ogni seduta era munita di un ampio foro centrale e di un vaso sottostante per il deflusso e la raccolta dei liquidi cadaverici o dei resti in via di decomposizione.

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A Soriano Calabro nella Biblioteca Calabrese si trova “l’integrale in facsimile del Codex Purpureus Rossanensis

Torna a casa ( a Rossano Calabro)  il Codex Rossanensis, Meraviglia dell’Umanità
 
A Soriano Calabro nella Biblioteca Calabrese si trova “l’integrale in facsimile del Codex Purpureus Rossanensis, un’edizione a tiratura limitata di 750 copie (nella biblioteca è presente esattamente l’esemplare numero 405) e altri testi rari, come una copia del 1907 dello stesso manoscritto Rossanensis di Antonio Munoz». Ed ancora «la rara seicentina, di grande importanza storico-religiosa, di Francesco Natoli: “Delle gratie e miracoli operati dall’Apostolo delle Indie, S. Francesco Saverio, in Potami Terra di Calabria”, stampata a Bologna nel 1653»; le incisioni, le puntesche e le acqueforti del XVIII e XIX secolo contenute nell’esposizione “La fine del mondo. Terremoto, ferro, e fuoco a Soriano nella Calabria Ultra Seconda del 1783”, e molte altre importanti opere e prestigiosi testi che nel tempo sono stati donati all’Istituto da autori e collezionisti, o che sono stati frutto di generosi lasciti.
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fonte: Ansa.it

Una poesia della poetessa Noela Firmian (Marianna Stirparo)su Soriano

Di sparse colline e d’alberi che dominano la valle

così è fatta Soriano

nell’immortal posizione della mia mente

riversa sul greto d’un fiume

ove s’abbeverano le greggi
e un usignolo mi dona il suo canto.
Dai trespoli l’orgoglio sale sui monti
si vanta della vista
sul maestoso convento
ove fiori cresciuti alla svelta
conservano semi d’una severa bellezza
e d’una più antica storia
rivelata sui volti di marmo
nascosti fra l’erba.
Stipata dalle stagioni
nei gherigli
l’infanzia resiste paziente
fino alla maturità in pieno autunno
il tempo ove tutto è concesso.
Come fugge il giorno
la mela succosa perisce
nel fertile terreno
mentre il papavero si piega nel sonno.
L’immagine torce
la mia vulnerabilità
s’immerge sì profonda
che crea radici nel vespro.

Noela Firmian

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